Campania, per operarsi fuori regione serve un'autorizzazione

Per operarsi fuori dalla propria regione, i cittadini campani hanno oggi bisogno di un nulla osta, oppure devono pagare di tasca propria. Lo stabilisce il decreto commissariale 156, pubblicato un paio di giorni fa sul Bollettino ufficiale della Regione Campania, che ha l'obiettivo di porre un freno alla fuga dei pazienti che si rivolgono a strutture situate fuori dal territorio regionale, fenomeno che costa alla Campania 400 milioni di euro all'anno. Per il momento è in fase sperimentale ed è limitato ad alcuni interventi "a elevato rischio in appropriatezza", tuttavia il provvedimento appare destinato a suscitare polemiche: c'è chi lo ritiene incostituzionale e chi pensa invece che potrebbe essere esteso sul territorio nazionale. Così spiega Raffaele Calabrò, consigliere del governatore per la salute, in una sua dichiarazione al Mattino di Napoli: «i cittadini hanno il diritto di scegliere dove farsi operare ma, se ciò determina gravi sprechi, la Regione può e deve controllare, nell'interesse degli stessi cittadini che pagano le tasse e chiedono legittimamente servizi e prestazioni adeguate». L'autorizzazione preventiva è rilasciata - o negata - da un'apposita commissione dell'Asl ed è richiesta solo per alcune patologie: in oculistica, gli interventi sulla retina, sul cristallino o sulle strutture intraoculari (a eccezione di retina, iride e cristallino), inoltre le malattie e disturbi dell'apparato muscolo-scheletrico e connettivo e gli interventi sul ginocchio purché non motivati da infezione. Le Regioni a cui si applicherà il decreto e che non potranno accogliere direttamente i pazienti provenienti dalla Campania sono solo quattro: Basilicata, Lazio, Molise e Puglia. È, infatti, alle strutture di queste Regioni che si rivolgono principalmente i cittadini campani. Il decreto 156 ha anche rivisto le tariffe per i non residenti che «usufruiscono del pronto soccorso presso gli ospedali campani senza ricovero»: c'è chi ha fatto notare che alcune sono molto più elevate di quelle richieste da una nazione ricca come la Svizzera.